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Da anni la giurisprudenza conferma la legittimità degli accertamenti basati sulla valutazione di ‘antieconomicità’ delle operazioni economiche. Oggi -forse- è cambiato qualcosa

E’ recentissima una importante sentenza della Corte – Sezione Tributaria che ha trattato della indeducibilità ed indetraibilità delle spese che risultano al Fisco entieconomiche e, di conseguenza, che – se dedotte e/o detratte – configurano la fattispecie di elusione tributaria a carico del contribuente.

Nel caso di specie, l’A.E. (1) aveva contestato ad una società, in punto di I.V.A. (Imposta Valore Aggiunto) e I.R.A.P. (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), alcuni costi sostenuti per pagare l’assistenza di un avvocato e per acquistare dei beni dalle società consociate.

Il contribuente, però, impugnava l’accertamento ed usciva vittorioso dinanzi al giudizio sia della C.T.P. (Commissione Tributaria Provinciale, I° grado) sia della C.T.R. (Commissione Tributaria Regionle, II° grado).

A questo faceva seguito l’impugnazione di ultimo grado, da parte dell’A.E., dinanzi alla Corte di Cassazione che, però, offriva parere favorevole al contribuente (2) precisando che “… disconoscendo la legittimità delle riprese rispettivamente operate dall’ufficio in punto di interessi e di costi deducibili, la CTR, limitandosi… a prendere atto che i prestiti alle controllate erano infruttiferi e… che trattatasi di compensi per prestazioni di assistenza tecnica contrattualmente dovuti, ha rettamente assolto con compiutezza e linearità motivazionale, di tal ché nessun addebito in punto di congruenza e completezza della motivazione sotto il profilo logico è ad essa seriamente imputabile quanto ai motivi in disamina”.

In precedenza gli Ermellini avevano concordato con il principio da sempre seguito dal Fisco secondo cui, nelle ipotesi in cui l’A.E. contesta un comportamento  antieconomico, qualifica attribuita a giudizio dell’Ente, questi è anche legittimato a procedere con l’accertamento induttivo.

La prima conseguenza di tale accertamento è, in linea generale, quello di ribaltare l’onere della prova, ponendo a carico del contribuente (non più del Fisco) il dovere di giustificare l’economicità delle operazioni contestate e le motivazioni sottese alle scelte imprenditoriali (3).

Ma in questo caso pare proprio che le difese del contribuente siano andate a segno…

 

 

(1) Agenzia delle Entrate

(2) Cass. Civ., Sez. Tributaria sent. n. 25774/2014

(3) Cass. Civ., Sez. Tributaria, sent. n. 1839/2014; Cass. Civ., Sez. Trib., sent. n. 27568/2013 ecc

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