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Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Questa norma rappresenta il cuore della nostra Costituzione e sancisce l’eguaglianza (formale e sostanziale) dei cittadini di fronte alla legge e nella legge. Questo è il fine ultimo dello Stato di Diritto. E, nel 2° comma, si richiama l’obbligo dell’intervento di questi (che alla qualifica di Stato di Diritto  aggiunge quella di Stato Sociale) per eliminare tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Uguaglianza formale e sostanziale.

Nella I° accezione si fa riferimento alla uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Dunque, quale conseguenza del principio di non discriminazione è ineludibile che la legge debba essere uguale per tutti. Ma vera eguaglianza non c’è se a tutti non è garantita la parità di chances nella fase di partenza. Quindi, il principio di uguaglianza formale di tutti davanti alla legge sta per significare che: * la legge è uguale per tutti, per governanti e governati;* tutti abbiamo gli stessi diritti (anche nelle diversità). Col principio di uguaglianza sostanziale si sancisce che la Repubblica offra pari opportunità a tutti. In altri termini: affinché la parità di diritti sia concreta, è necessario che lo Stato rimuova qualsiasi tipo di ostacolo che impedisce ai cittadini di partecipare alla vita politica, economica e sociale del Paese.

Inviolabilità della dignità umana.

Articolo 2 e 3 della Costituzione costituiscono un micro-sistema pulsante del diritto indicando come elementi imprescindibili di qualunque intervento dello Stato la dignità del singolo (art. 2 Cost.) e la pari dignità sociale dell’uomo (art. 3 Cost.)

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