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La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione

Beh, la serietà della Costituzione mi impone di mantenere un certo contegno anche se… in Italia, soprattutto di questi tempi, poca attenzione viene data sia allo sviluppo della cultura che alla ricerca scientifica e tecnica. Attività per le quali, invece, in altri Paesi vengono stanziati (e sfruttati realmente) milioni di euro. Al di là di questa  breve (e amara) constatazione personale, ricordiamo che nell’epoca fascista (perchè è come reazione a quel pensiero totalitario che nasce la Repubblica, promettendo con norme programmatiche cambiamenti fondamentali) esisteva e veniva imposta la cultura del Regime. La Costituzione, in contrapposizione a ciò, garantisce la libertà nella formazione e diffusione della cultura e nello svolgimento dell’attività di ricerca.

Per la nozione di ‘cultura‘ dobbiamo far capo all’art. 33 Cost. dove si parla della istruzione e della scuola. Ma attenzione: l’istruzione, per trasformarsi in cultura, non deve essere mero indottrinamento (come purtroppo oggi viene praticato) ma deve consistere nel lascito di nozioni, competenze e conoscenze tali da essere in grado di promuovere le capacità critiche, di osservazione e di analisi della realtà dei discendi.

All’epoca dei costituenti con il termine paesaggio ci si riferiva alle bellezze naturali. Ma oggi la nozione si è ampliata e si è arrivati a parlare di tutela dell’ambiente a garanzia delle generazioni future e mediante una regolazione cosciente degli interventi. La politica dello Stato è di tipo difensivo a garanzia non solo del paesaggio ma anche dei beni ambientali e culturali. La prima disciplina in materia l’abbiamo avuta nel 1966 quando è stata emanata la Legge antismog, contro l’inquinamento. E nel 1986 è stato istituito il Ministero dell’Ambiente. Dal 2000 in poi, sotto l’influsso delle politiche dell’U.E., c’è stata la proliferazione di legislazione in materia.

Nonostante ciò, è sotto gli occhi di tutti il problema mondiale dell’inquinamento della Terra: forse al di là delle intenzioni proclamate, tante belle quanto giuste, sarebbe il caso di tornare a porre in pratica le astratte prediche sull’importanza del Pianeta nel quale viviamo.

 

 

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