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Il corretto inquadramento del principio di trasparenza e del diritto di accesso agli atti della P.A.

La Suprema Corte, in una vicenda che vedeva in posizioni opposte una associazione di promozione sociale nel settore della sanità ed un noto ente ospedaliero, ha avuto modo di precisare che la titolarità rappresentativa di interessi diffusi oppure collettivi non vale a costituire un potere di ispezione sulle pubbliche amministrazioni nè giustifica un generalizzato diritto a conoscere qualsiasi documento riferito all’attività dell’amministrazione stessa (1).

Pertanto -hanno spiegato gli Ermellini- al dispiegarsi del principio di trasparenza occorre, anche per le associazioni rappresentative di interessi diffusi oppure collettivi, che la richiesta di accesso sia corroborata da un attuale, reale ed effettivo interesse alla conoscenza degli atti, relativi ai servizi rivolti ai consumatori, che incidono in modo diretto ed immediato (e non in modo del tutto ipotetico oppure riflesso) sui loro interessi.

 

(1) Cons. di Stato, sent. n. 5465/2012

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