Lo sai che1

Le nozioni più importanti in materia assicurativa che ogni automobilista deve conoscere.

Prima o poi tocca a ciascuno di noi entrare in contatto con la realtà della circolazione stradale e delle assicurazioni. Molte volte, però, nonostante si possegga la patente e si abbiano le capacità per poter condurre la nostra bella autovettura o l’adorato motoveicolo,  molti concetti legati al mondo dei motori non sono conosciuti.

Il R.U.I., l’attestato di rischio, l’IVASS, la C.U., la classe di merito, il foglio verde sono termini noti per sentito dire ma non sempre compresi appieno. E come questi, molti altri. Eppure quotidianamente utilizziamo le due o le quattro ruote per spostarci; molto spesso sentiamo parlare gli amici di sinistri stradali o noi stessi ne siamo stati protagonisti come vittime o  carnefici. Pertanto, risulta indispensabile avere cognizione di alcune tra le nozioni basilari della materia. Questa sintetica guida ha proprio lo scopo principale di fornire le nozioni più elementari.

Attestato di rischio: si chiama così il documento che rappresenta lo storico dei sinistri nei quali il soggetto è stato coinvolto, con la specifica dell’addebito o meno della responsabilità. E’ il grande amico o  nemico dell’automobilista, a seconda della classe di merito assegnata dalla propria Compagnia Assicurativa e del C.U. in esso indicati.

Questi sono, infatti, i dati che incidono (oltre ad altri elementi come l’età anagrafica, la residenza, la tipologia di carburante del mezzo ecc.) sull’importo della polizza assicurativa. Ma, soprattutto, il C.U. (Classe Universale) è indispensabile per far calcolare a qualsiasi istituto assicurativo i preventivi di polizza. Per legge l’attestato di rischio deve essere inviato almeno un mese prima della scadenza del contratto assicurativo.

Meccanismo del bonus-malus: è il sistema che regola l’assegnazione della cd. classe C.U. (Classe Universale).  Maggiori saranno i sinistri con addebito di responsabilità nel periodo di osservazione, più alta sarà il C.U. che farà aumentare anche il premio assicurativo (l’importo che paghiamo alla Compagnia per assumersi i rischi della R.C.A.). Il principio generale è che in assenza di incidenti stradali si scende di una classe di merito (con abbattimento del premio annuale da pagare alla Compagnia Assicurativa); in presenza di un sinistro con colpa la classe sale di due punti.

La C.U.: è la cd. Classe Universale (vedi sopra) che va da 1 a 18 laddove l’1 è la classe migliore (con premio assicurativo più basso) e il 18 quella da augurare ai nostri nemici (con premio assicurativo più alto). Dunque, la C.U. rappresenta la nostra posizione all’interno della scala del bonus-malus. Quando si assicura un mezzo per la I° volta, la classe che viene assegnata è la C.U. 14 a meno che, usufruendo dei vantaggi introdotti dal Decreto Bersani, si potrà godere della classe di merito, sicuramente inferiore, di un nostro familiare (cfr. sotto).

Contrassegno di assicurazione: è un documento che attesta la copertura assicurativa R.C.A. e che contiene la denominazione della nostra Compagnia Assicurativa, la targa del mezzo, la scadenza della copertura assicurativa (rectius della rata del premio se semestrale). Va posto in modo evidente e facilmente visibile sul mezzo assicurato (normalmente sul parabrezza) per permettere qualunque controllo dalle Forze dell’Ordine.

Carta verde: si tratta di un altro documento assicurativo, che viene fornito assieme al contrassegno ed al certificato assicurativo, per poter circolare col proprio mezzo in un paese straniero appartenente all’U.E. (Unione Europea). E’ un certificato internazionale di assicurazione che garantisce, in sintesi, che il nostro veicolo è assicurato con copertura anche all’estero. Se stiamo per partire per un paese straniero è opportuno: * prima di allotanarci, verificare che nel Paese in cui vogliamo recarci è necessaria la carta verde (dunque, quando si tratta di Paesi non rientranti nella U.E.); * a quel punto è indifferibile richiederla alla nostra Agenzia, se non ne siamo in possesso; * in caso contrario, infatti, alla frontiera saremo costretti a stipulare un’assicurazione temporanea per poter poi circolare. Per maggiori approfondimenti si consiglia di visitare il sito dell’U.C.I. (Ufficio Centrale Italiano) www.ucimi.it

U.C.I.: L’Ufficio Centrale Italiano si occupa di gestire i risarcimenti dei danni causati sul territorio italiano da veicoli immatricolati e/o registrati all’estero, ma che circolano temporaneamente in Italia, e quelli subìti all’estero dai veicoli nazionali. La sua attività che è disciplinata dagli articoli 125 e 126 del Codice delle Assicurazioni Provate, D.Lgs. n. 209/2005.

Premio assicurativo: è la somma che l’automobilista (rectius il contraente) deve versare (annualmente o con rate semestrali e/o mensili, se previsto) alla Compagnia Assicurativa come corrispettivo dell’obbligazione d questi assunta di assumersi il rischio della Responsabilità Civile Auto. E’ un importo costituito da diverse voci come: il premio puro, le imposte ed i costi amministrativi di gestione.

Massimale: nelle polizze assicurative di R.C. (responsabilità civile) col citato termine si indica il livello massimo che può essere risarcito dalla Impresa Assicurativa per i danni provocati a terzi. Questo vuol dire che al di sopra di quel livello, sarà l’assicurato a pagare in prima persona il danno cagionato.

Rivalsa: è l’azione giuridica con la quale l’assicuratore intraprende nei confronti dell’assicurato, in caso di responsabilità di quest’ultimo e di avvenuto ristoro dei danni in favore di terzi, di recuperare quanto sborsato. Le più comuni clausole che permettono l’esercizio del diritto alla rivalsa sono: * la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti; * la verificazione di un sinistro causato da un conducente non abilitato alla guida; * la mancata revisione obbligatoria del veicolo ecc.

Franchigia: con questo termine si indica quella parte di rimborso del danno da R.C.A. che sarà l’assicurato a dover pagare di tasca propria. Per legge, il danneggiato potrà sempre citare in giudizio la Impresa Assicurativa per ottenere il risarcimento e quest’ultima sarà tenuta a risarcirlo del danno. Ma poi, con l’azione di rivalsa, in fin dei conti sarà l’assicurato a dover rimborsare l’Assicurazione di quanto pagato in più. Non si deve confondere la franchigia, assoluta e relativa, con lo scoperto. La I° si calcola sulla somma assicurata mentre il II° solo sull’entità del danno. Poi, la franchigia è assoluta quando l’importo concordato sarà sempre e comunque a carico dell’assicurato (es. franchigia di 500, danno di 300, non sarà risarcito nulla dalla Compagnia Assicurativa; franchigia di 500, danno di 700, saranno risarciti solo 200). La franchigia è, invece, relativa quando il risarcimento dipende dall’entità del danno e dal valore della franchigia stessa (es. franchigia di 500, danno di 300, non sarà risarcito nulla dalla Compagnia Assicurativa; franchigia di 500, danno di 700, saranno risarciti tutti i 700).

A.N.I.A.: con questo acronimo si indica l’Associazione Nazionale Intermediari Assicurativi e rappresenta per le Compagnie Assicurative quello che l’A.B.I. (Associazione Banche Italiana è per gli Istituti di Credito. Ha, quindi, il compito di rappresentare le Imprese Assicurative operanti in Italia, favorendo il dialogo tra le stesse oltre che tra queste e le principali istituzioni amministrative e politiche del paese (associazioni sindacali, Parlamento ecc.).

I.V.A.S.S.: fino a qualche mese fa si chiamava I.S.V.A.P. Oggi ha cambiato un po’ veste ma rimane un’istituzione pubblica dotata di personalità giuridica che ha il prevalente compito di vigilare sull’attività delle Assicurazioni Private, degli agenti assicurativi iscritti al R.U.I. (vedi di seguito) e dei brokers. Le regole da osservare sono quelle cristallizzate, oltre che nei testi legislativi di respiro generale, nel D.Lgs. n. 209/2005 più noto come il Codice delle Assicurazioni Private. Oltre a ciò, l’IVASS provvede ad: * autorizzare le Compagnie Assicurative ad esercitare la propria attività nei rami prescelti; * autorizzare i cambiamenti societari delle Imprese Assicurative (fusioni, trasferimenti di portafoglio, scissioni ecc.). L’I.V.A.S.S. svolge anche la funzione di tutela dell’assicurato: ad esso ci si rivolge per qualunque controversia con la propria o altrui Compagnia Assicurativa.

A.C.I.: è un acronimo che sta per Automobile Club Italiano.  E’ operativo dai primi del ‘900 ed è nato per assistere tutti i proprietari di automobile in caso di problemi burocratici e, comunque, legati alle quattro ruote. Tutti gli approfondimenti possono rinvenirsi sul sito www.aci.it dal quale sarà possibile accedere anche ai servizi on line come visure P.R.A., pratiche bollo autovetture, veridifca del codice EURO, consultazione delle norme del C.d.S. (Codice della Strada) ecc.

Decreto Bersani: più noto come Decreto sulle Liberalizzazioni, permette a chi si assicura per la I° volta di beneficiare della medesima classe di merito che ha maturato * egli con un altro veicolo posseduto; * un membro della propria famiglia purchè presente nello stato di famiglia.  Il Decreto Bersani è applicabile soltanto per l’acquisto di un nuovo veicolo mai assicurato.

F.G.V.S. (Fondo di Garanzia Vittime della Strada): cosa succede se il mezzo che investe il pedone non era assicurato o se dopo aver tamponato la nostra dueruote la vettura si dilegua, rimanendo non identificato nè identificabile o, ancora, se la nostra Compagnia Assicurativa è posta in liquidazione coatta amministrativa? In questi casi spinosi interviene il Fondo di garanzia delle vittime della strada che ha lo scopo di ripristinare la giustizia cercando di risarcire chi, senza propria colpa, subisce due nocumenti: * il danno derivante dal sinistro; * l’handicap di aver incrociato un soggetto privo di senso di responsabilità. Le sue casse sono alimentate da una quota percentuale stabilita da un decreto ministeriale e che ogni Impresa Assicurativa versa.

Il R.U.I.:  è l’albo nel quale devono essere iscritti, a seconda del ruolo esercitato, gli intermediari assicurativi per esercitare la propria professione. La legge vieta l’iscrizione dell’intermediario in più sezioni del registro ma, come contrappeso, vi è la possibilità di svolgere l’attività di intermediazione in qualsiasi paese dell’U.E.

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