Young female office worker

Il comportamento del dipendente teso a ritardare la propria guarigione è anche esso giustificato motivo di licenziamento

 

La suprema Corte di Cassazione si era trovata a giudicare un dipendente (lavoratore subordinato) che durante i giorni di assenza per malattia prestava di fatto attività lavorativa in favore di un terzo soggetto.

Ebbene, gli Ermellini hanno precisato che nonostante l’assenza di un espresso divieto assoluto a questo genere di comportamento, tuttavia, tra i motivi che possono assurgere a giustificata causa di licenziamento vi si inserisce anche la condotta del lavoratore che, assentandosi dal posto di lavoro per motivi di malattia, dimostra di avere la forza e la capacità di prestare comunque la propria attività in favore di un terzo.

Pertanto, oltre alla simulazione di malattia oppure alla violazione del divieto di concorrenza rientra tra i comportamenti che pregiudicano la guarigione anche la prestazione lavorativa per terzi soggetti durante i giorni di assenza per la asserita malattia (1).

 

(1) Cass. Civ. Sez. Lavoro, sent. n. 5407/1990

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