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Quando il direttore di un supermercato è responsabile penalmente delle lesioni subìte dal cliente caduto nel negozio

La posizione del direttore di un supermercato non è, di fatto ed in diritto, diversa da quella di un imprenditore e, in generale, di un datore di lavoro in taluni casi. Tutti questi, infatti, in virtù dei propri poteri organizzativi e dispositivi, gestiscono fonti di pericolo costituiti da singoli processi di lavorazione oppure di produzione, assumendo la posizione di garanzia, in via generale, ex art. 2087 c.c. e, in modo più specifico, dalle discipline di settore in materia antinfortunistica. Ed è proprio con riguardo al caso di esercizio di attività pericolosa che si deve rilevare come la giurisprudenza tragga da essa la sussistenza di obblighi impeditivi, rilevanti ex art. 40 capoverso c.p., da ricondurre alla categoria delle posizioni di controllo. Dunque, ne consegue che non può essere responsabilizzato il soggetto che non ha impedito un evento quando questi non aveva alcun potere, materiale e giuridico, per evitarlo. Nel caso di specie, al direttore del supermercato era stato rimproverato di aver colposamente omesso di segnalare la presenza di un tratto bagnato della pavimentazione del supermarket che aveva causato la caduta a terra di un cliente cagionandogli lesioni personali. La Cassazione (1) ribadisce che ove un infortunio si verifichi per inosservanza delle norme di prevenzione, tale violazione non potrà non far carico, a titolo di colpa specifica ex art. 43 c.p. e, quindi, di circostanza aggravante ex art. 590, comma 3, c.p., su chi detti obblighi avrebbe dovuto rispettare. E precisano gli Ermellini che poco importa che ad infortunarsi sia stato un lavoratore subordinato, un soggetto a questi equiparato o una persona estranea all’ambito imprenditoriale, purché sia ravvisabile il nesso causale con l’accertata violazione. Tanto in quanto anche i terzi, allorquando si trovino esposti ai pericoli derivanti da un’attività lavorativa da altri svolta nell’ambiente di lavoro, devono ritenersi destinatari delle misure di prevenzione. Infatti, risulta incontestabile la circostanza che il luogo ove si è verificato l’infortunio è certamente il posto di lavoro dei dipendenti del supermercato oltre che, essendo aperta al pubblico, per le finalità commerciali. Inoltre, nulla cambia l’avvenuta remissione di querela del cliente leso nei confronti del direttore del supermercato, atteso che la natura prevenzionistica della violazione ascritta a quest’ultimo rende il reato procedibile d’ufficio e non a querela di parte.

(1) Cass. Civ., sent. n. 31521/2016

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