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Quando è possibile nominare un revisore condominiale, perchè e con quali finalità 

La legge di riforma del Condominio (1) ha introdotto la possibilità per i condòmini di nominare un revisore al fine di verificare la contabilità dello stabile anche per più esercizi finanziari. In particolare, la legge stabilisce che l’assemblea può nominare un revisore in qualunque momento purchè:

1° opzione) ci sia la necessità di far effettuare una verifica contabile per accertare possibili ammanchi nei conti condominiali.

In questa ipotesi risulta opportuno per la compagine condominiale che la revisione venga affidata ad un professionista abilitato, come un perito o un revisore contabile, affinchè la relazione finale acquisisca valore peritale utile all’avvocato del Condominio a dimostrare in giudizio le sottrazioni ingiustificate e le appropriazioni indebite realizzate dal gestore dello stabile. Dunque, qui la perizia assume grande importanza perchè indispensabile per la buona riuscita di una azione processuale. In tale opera il revisore non potrà rimettere in discussione i criteri di ripartizione utilizzati nei diversi bilanci e tanto per ovvi motivi (esistono le impugnative che i condòmini debbono esercitare nei termini di legge) ma dovrà limitarsi a verificarne la fondatezza e la congruità.

2° opzione) si sia nominato un nuovo amministratore senza, però, aver approvato il bilancio consuntivo della gestione precedente.

Tanto può essere dipeso o dal fatto che mai è stato presentato il bilancio dall’ex amministratore o perchè, pur portato in riunione condominiale, questo è stato ritenuto inadeguato dall’assemblea. In quest’altra ipotesi, invece, non è necessario un perito ma l’incarico può essere affidato a chiunque abbia le competenze necessarie per redigere una revisione contabile finalizzata a chiarire le posizioni economico-finanziarie di ciascun condòmino nei confronti del Condominio nonchè la situazione anche patrimoniale dell’ente di gestione. Qui, il risultato dell’opera del revisore ha prettamente valenza interna ed in questi casi l’esperto potrà preoccuparsi anche di adottare i più opportuni criteri di ripartizione.

 

(1) L. n. 220/2012

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