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Illeciti in azienda, conferimento incarico ad investigatore privato e licenziamento del dipendente

E’ lecito che il datore di lavoro affidi l’incarico ad un agente 007 di indagare sulla perpetrazione di illeciti potenzialmente commessi dai propri dipendenti.
E, del pari, è lecito il licenziamento che fa seguito alle risultanze delle investigazioni private laddove queste risultino a carico del dipendente infedele.
Il caso verteva su di un cassiere, impiegato presso un esercizio commerciale di ristorazione, licenziato perchè risultato reo di aver commesso degli illeciti extracontrattuali penalmente rilevanti.
La suprema Corte di Cassazione ha ribadito la regula iuris secondo cui: il controllo di un investigatore privato, che agisce nel campo dell’infedeltà lavorativa, si mantiene nei limiti del lecito e del legittimo allorquando la propria indagine non investe la ‘normale attività lavorativa’ di un dipendente (1).
Nel caso di specie, era risultato che il datore di lavoro avesse commissionato l’attività investigativa al fine di verificare ed identificare il colpevole, o i colpevoli, di diversi illeciti commessi a danno del proprio esercizio commerciale.
Dunque, non esisteva nel caso de quo nessuna violazione dell’art. 3 dello Statuto dei Lavoratori, norma che attribuisce solo al datore di lavoro ed ai propri collaboratori il potere di vigilare sull’attività lavorativa dei dipendenti.
Secondo gli Ermellini resta giustificato l’intervento dell’attività investigativa privata ‘… non solo per l’avvenuta perpetrazione degli illeciti… ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che gli illeciti siano ancora in esecuzione…’.

(1) Cass. Civ. Sez. Lavoro, sent. n. 12489/2011

©Fotografia-Per gentile concessione del Dr. Guido Catanese

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