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Si configura il reato di omicidio colposo, a carico del legale rappresentante di una casa di cura, nel caso della donna anziana che, affetta da Alzheimer, riesce ad allontanarsi dall’istituto, finendo per essere travolta da un treno. E se il reato è prescritto: sussiste il diritto al risarcimento dei danni

Il fatto concreto è banalmente disarmante: una donna anziana, affetta da Alzheimer, riesce ad allontanarsi senza problemi dalla Casa di Cura dove risiedeva. Finisce per attraversare una strada statale e alcuni terreni limitrofi all’istituto, percorsi da alcune linee ferroviarie, e viene travolta da un treno. Muore.

Al titolare della clinica protetta per anziani (imputato) era stato contestato di avere cagionato, nella citata qualità, la morte della menzionata donna che era paziente dell’istituto proprio perchè affetta da un grave deterioramento cognitivo con demenza senile, tipo Alzheimer. La colpevolezza dell’uomo risiedeva nell’aver omesso di dotare la propria struttura di una recinzione e di assicurare una vigilanza continua alla porta principale dell ingresso. Inoltre, ‘… lo sviluppo comportamentale della donna in questa occasione non  si poneva in termini di assoluta imprevedibilità o eccezionalità così da interrompere il nesso eziologico tra la condotta negligente addebitata all’imputato e l’evento letale…’ (1).

Nel caso de quo la Corte -pur osservando in via preliminare che il reato ascritto all’imputato era, di fatto, prescritto- tenne nondimeno a precisare che, in punto di fatto e di diritto, corretta era stata la decisione del Giudice di II° grado (corte di appello) di condanna del legale rappresentante della struttura per il reato contestato allo stesso atteso che:

– si era in presenza di una donna anziana con problematiche psichiatriche, arteriosclerosi e segni di disorientamento spazio-temporale;

– anche in precedenza, la paziente si era allontanata dalla casa di cura senza riuscire a rientrare spontaneamente presso l’istituto.

Pertanto, giudici ammisero il risarcimento del danno in favore della parte civile evidenziando anche che, nel momento in cui la donna anziana si era allontanata dalla casa di cura, l’imputato si trovava proprio nella zona di ingresso della struttura per riparare un lampadario. Quindi questi, usando la diligenza ordinaria, avrebbe potuto accertarsi che la donna non si allontanasse dall’area della residenza incamminandosi da sola lungo la strada statale ed i terreni circostanti attraversati anche dalla ferrovia.

 

(1) Cass. Pen., sent. n. 3462/2015

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