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Le misure organizzative e disciplinari non bastano: per andare esenti da responsabilità occorre dimostrare di aver posto in essere anche misure precauzionali

La Suprema Corte torna ad affrontare il tema della responsabilità civile dei maestri e dei precettori. Secondo il costante insegnamento degli Ermellini per superare la presunzione di responsabilità che, ex art 2048 c.c., grava sull’insegnante per il fatto illecito dell’allievo, non è sufficiente la dimostrazione di non essere stato in grado di spiegare un intervento repressivo oppure correttivo dopo l’inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno. Infatti, è necessario anche dimostrare di aver adottato in via preventiva tutte le misure organizzative e disciplinari idonee per evitare la verificazione di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi della detta serie causale (1).

Tali misure, tra l’altro, vanno commisurate all’età ed al grado di maturazione raggiunto dalla scolaresca in relazione alle circostanze del caso concreto, essendo del tutto evidente che la sorveglianza dei minori dovrà essere tanto più efficace e continuativa in quanto si tratti di fanciulli di tenera età.

Nel caso di specie (2), poi, la Cassazione ha deciso che non costituisce idonea misura organizzativa, in relazione allo stato dei luoghi, connotato dalla presenza di un manufatto suscettibile di ostacolare la piena e totale visibilità dello spazio da controllare, né la mera presenza delle insegnanti sul posto, se non dislocate in prossimità del manufatto in questione, né l’aver le medesime impartito agli alunni la generica raccomandazione di ‘non correre troppo durante la ricreazione’, se non accompagnata dalla adozione di interventi corretti immediati, diretti a prevenire ed evitare il verificarsi di eventi dannosi. Tanto vale ancora di più per il caso di specie, considerato che nella vicenda de qua si trovavano ad effettuare insieme la pausa della ricreazione alunni di quarta elementare e bambini di prima elementare.

Ed è certamente significativo del riconoscimento concreto della insufficienza delle misure adottate il fatto che la scuola prevedeva di dividere gli alunni durante la ricreazione per fasce di età, evitando che i più piccoli si trovassero a contatto con gli allievi più grandi.

Precauzione che nell’evento de quo non era stata posta in essere.

 

(1) Cass. Civ., sent. n. 23202/2015; Cass. Civ., sent. n. 9542/2009

(2) Cass. Civ., sent. n. 9337/2016

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