Lo sai che3

Cosa è.

L’assegno bancario è un titolo di credito e, più nello specifico, un ordine di pagamento da parte del sottoscrittore dell’assegno (correntista) alla propria banca in favore del prenditore (l’intestatario dell’assegno) che  viene emesso in virtù di un accordo tra l’istituto di credito e il primo al momento dell’apertura di  un conto corrente.

L’assegno può essere girato a se stessi (per incassare moneta, cd. ‘all’ordine del traente’ con le diciture ‘m.m., a me stesso, a me medesimo ecc.’) o a terzi. In quest’ultimo caso, poichè lo scopo principale dell’assegno è quello di essere usato come moneta contante, il prenditore può utilizzarlo per pagare anche altri soggetti mediante la girata. In breve: apponendo una firma sul retro del titolo questo potrà essere  incassato dall’ultimo giratario.

Cosa accade però con la girata: che chi gira l’assegno si assume personalmente la responsabilità della sua copertura (pagamento) anche se lo ha ricevuto a sua volta in pagamento da altri. In pratica: se l’ultimo soggetto che lo ha ricevuto non può riscuoterlo perchè assegno scoperto, questi potrà rivalersi su tutti i giratari che lo hanno preceduto (fatto salvo per questi il diritto di regresso).

Come si usa.

Chi firma l’assegno deve osservare queste prescrizioni:

– deve compilarlo in ogni sua parte con penna indelebile, senza lasciare spazi in bianco e indicando anche la data di emissione e il beneficiario

– deve a futura memoria indicare sul talloncino che rimane sul libretto degli assegni l’importo, il giorno e il destinatario del titolo

– in caso di discordanza tra l’importo scritto in lettere e quello scritto a numeri prevale sempre quello indicato in lettere

– evitare di postdatare l’assegno perchè non è lecito

– indicare la dicitura ‘non trasferibile’ laddove l’importo lo esige (importo di € 1.000,00 e oltre) e tutte le volte in cui è possibile. Infatti, dal 6 dicembre 2011 è sceso da € 2.500,00 ad € 1.000,00 l’importo per il quale non è più possibile emettere un assegno (bancario o postale) senza la clausola “non trasferibile”.

Chi invece deve incassare l’assegno deve:

– controllare che il titolo sia stato compilato correttamente e che non contenga abrasioni o correzioni o strappi

– non accettare assegni privi dell’angolo superiore sinistro perchè questo indica un assegno già presentato all’incasso. Gli operatori di sportello, infatti, generalmente tagliano questo pezzetto dell’assegno per impedire e/o rendere più gravoso la circolazione di assegni rubati

– quando si gira l’assegno firmarlo sul retro solo al momento della sua consegna

– incassare l’assegno bancario ‘su piazza’ entro 8 giorni e quello ‘fuori piazza’ entro 15 giorni per motivi di garanzia. Nello specifico perchè oltre questi termini (8 se su piazza e 15 se fuori piazza) viene meno la funzione di garanzia del pagamento. Nella prassi, gli assegni sono consegnati al correntista già con la clausola ‘non trasferibile’. ma è possibile richiedere ‘assegni liberi’ per importi inferiori agli € 1000,00 che costeranno qualche euro in più al correntista (circa € 1,50 in più per assegno a titolo di imposta di bollo).

Assegno su piazza e fuori piazza.

Si dice ‘su piazza’ quando l’istituto di credito indicato sul libretto degli assegni si trova nel medesimo comune nel quale il prenditore andrà ad incassarlo.

‘Fuori piazza’ nel caso contrario. E la differenza ha conseguenze pratiche in ordine al tempo necessario per ottenerne il pagamento attesa la maggiore celerità di accredito in caso di assegno su piazza.

Differenza tra assegno bancario ed assegno circolare.

L’assegno bancario viene emesso e compilato dal titolare di un conto corrente mentre l’assegno circolare viene emesso dall’istituto di credito direttamente.

Quindi, è una sorta di promessa fatta dalla banca che si impegna a pagarne l’importo ivi indicato alla persona che lo presenterà all’incasso. Dunque, l’assegno circolare, che viene accreditato più velocemente rispetto a quello bancario, fornisce maggiori garanzie di pagamento.

Quali le sanzioni per l’utilizzo scorretto dell’assegno.

Le sanzioni amministrative pecuniarie possono arrivare sino al 40% dell’importo trasferito in caso di utilizzo scorretto dell’assegno. La sanzione minima prevista non può essere comunque inferiore ad € 3.000,00 mentre se l’importo è superiore ad  € 50.000,00 la sanzione minima è aumentata di cinque volte.

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