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Sembra semplice dire ‘investigatore privato': oltre alle difficoltà numerose che oggi bisogna superare per poter diventare detective in Italia, l’investigatore deve avere nella propria agenzia una precisa organizzazione aziendale

 

A grandi linee si può dire che all’interno di ogni organizzazione di una agenzia di investigazioni private si possono trovare cinque diverse figure di addetti ai lavori.

Li rammentiamo in maniera sintetica:

– in prima linea si trova il vero e proprio titolare della licenza ex art. 134 TULPS (più semplicemente il titolare della agenzia investigativa) il quale deve possedere delle specifiche “capacità tecniche”;

– il titolare della cd. mini-licenza ex art. 257 bis del regolamento di esecuzione del TULPS il quale, pur dotato di questa licenza, rimane soggetto al controllo diretto del titolare, quindi, assunto normalmente come dipendente subordinato;

– il C.I.I.E.,acronimo usato per indicare il collaboratore per gli incarichi investigativi elementari, più noto come collaboratori investigativo oppure collaboratori saltuari esterno, il quale, di fatto, è colui che affronta più direttamente tutti i rischi che le indagini private comportano per strada;

– gli steward, noti anche come ‘dipendenti degli istituti ex art. 134 TULPS’, che si occupano della sicurezza generalmente negli stadi. Queste figure rientrano nel campo dell’agenzia investigativa da quando quest’ultima è entrata nel settore della sicurezza complementare;

– i cd. buttafuori che tecnicamente oggi si chiamano “addetti ai servizi di controllo negli esercizi di pubblico intrattenimento” i quali si occupano della sicurezza generalmente delle discoteche, dei teatri e nei luoghi dove si svolgono spettacoli.

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