Florentinus natione non moribus (fiorentino per natali ma non per costumi) diceva Dante Alighieri nella lettera a Cangrande della Scala, nome altisonante della Verona dell’epoca.

E, al di là della aspra critica sottesa in tale espressione nei confronti dei politici nonchè dei propri concittadini (perchè anche essi causa dell’esilio dell’Autore) questa frase -vista sotto diversa ottica- insegna un principio fondamentale.

E cioè: l’uomo non è ciò che gli altri pensino egli sia, per natali o per provenienza familiare/culturale o per ricchezze. Ma è il frutto delle proprie esperienze, della volontà personale e, dunque, delle proprie azioni.

In un corso tenuto a Milano, il Direttore esordì nella prima lezione di diritto penale ammonendo: ‘… l’uomo è nelle azioni che compie…’. Una nozione elementare, a pensarci bene.

Ma non così scontata.

Ebbene, Samantha Mendicino ha origini calabresi e si forma professionalmente in Sicilia presso l’Università di Messina dove apprende da subito che la competenza è figlia dell’impegno e della serietà.

Esercita la professione forense in Calabria, nell’hinterland cosentino, nel cui Consiglio dell’Ordine degli Avvocati si iscrive nell’anno 2009. Ed è qui che, grazie all’esperienza professionale e umana profuse dai propri domini, l’avv. Carlo Vetere e l’avv. Maria Molfese, acquisisce una verità un po’ scomoda ed impopolare: la passione è il carburante del ‘grande avvocato’.

Non il guadagno facile o considerevole. Non il nome altisonante dei ‘figli d’arte’. Nè gli interminabili locali degli studi ammobiliati con arredi solo in vero legno mogano, magari anche in stile inglese!

Ma la passione per il diritto. E la tensione costante verso la giustizia. O qualcosa che le assomigli davvero…
Certo non si cada nell’errore di ingarbugliare la giustizia delle aule di tribunale con quella morale, così come Piero Calamandrei ammoniva: ‘… non si confonda la giustizia in senso giuridico, che vuol dire conformità delle leggi, con la giustizia in senso morale, che dovrebbe essere tesoro comune di tutti gli uomini civili, qualunque sia la professione che essi esercitano nella vita pratica…’.

La collaborazione con alcune testate giornalistiche e siti di informazione in materia giuridica, la pratica dell’attività forense nonchè gli studi superiori per la magistratura, a Napoli e Milano, hanno terminato l’opera di formazione dell’avvocato Mendicino.

Il meglio – si crede – deve ancora venire.

Non per nulla dicevano gli antichi ‘adelantibus et non dormientibus fortuna succurrit’.

Pertanto, ‘ciò che sarà’ non può trovar (oggi) posto in questa breve presentazione personale.

Ma per completare la conoscenza telematica dell’Avv. Samantha Mendicino si reputa opportuno riportare in sintesi quella che ne è l’ispirazione: ‘… il silenzio… è ornamento sicuro per un giovane in ogni circostanza, ma lo è, in modo particolare quando, ascoltando un altro, evita di agitarsi o di abbaiare ad ogni sua affermazione, e anche se il discorso non gli è troppo gradito, pazienta ed attende che chi sta dissertando sia arrivato alla conclusione; e non appena ha finito… lascia passare un po’ di tempo per consentire all’altro di apportare eventuali integrazioni o di rettificare e sopprimere qualche passaggio. Chi si mette subito a controbattere finisce per non ascoltare e non essere ascoltato, e interrompendo il discorso di un altro rimedia una brutta figura. Se invece ha preso l’abitudine di ascoltare in modo controllato e rispettoso, riesce a recepire e a far suo un discorso utile e sa discernere meglio e smascherare l’inutilità o falsità di un altro, e per di più dà di sé l’immagine di una persona che ama la verità e non le dispute, ed è aliena dall’essere avventata o polemica…” (1).

Dopo una così informale ma sincera presentazione di seguito si allega anche il doveroso profilo professionale.

Un’ultima precisazione, però, deve essere fornita.

Il sito www.avvsamanthamendicino.it pubblica, senza periodicità, delle News che altro non sono che delle informazioni fornite al cittadino in materia giuridica.

Nessun avvocato, e a maggior ragione nessun giudice, dovrebbe risiedere lontano dalla vita concreta dei cittadini. E se anche la vita quotidiana offre delle realtà che superano l’immaginazione o comprensione umana (basterebbe ascoltare il notiziario in televisione per averne contezza) lo sforzo di chi si definisce ‘professionista’ deve tendere sempre alla chiarezza ed alla semplificazione delle realtà complesse.

Ecco. In quest’ottica le News riescono ad avvicinare il diritto, che prende vita nelle aule di tribunale, ai cittadini.

Perchè – spesso lo dimentichiamo ma – il diritto deve razionalizzare il comportamento umano senza mai snaturare la verità. O, per come meglio spiegato dal Cons. di Stato, Francesco Bellomo: ‘… l’operazione di riqualificazione del diritto non può manipolare la realtà naturale, che innanzitutto è governata dalle leggi scientifiche… la giustizia… non può essere disancorata dal concetto di verità… ‘ (2).

 

 

(1)  dal De recta ratione audiendi (L’arte di ascoltare) di Plutarco di Cheronea

(2) da Diritto e Scienza – Rivista Giuridica Telematica n. 1-2/2015, pag. 7