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Dall’agosto 2015 si può scegliere tra la ‘tradizionale’ forma di pignoramento mobiliare e la ‘nuova’ procedura di iscrizione nei pubblici registri

Con il nuovo articolo 521 bis c.p.c., post novella L. n. 132/2015, si prevede che il pignoramento di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi possa avvenire oltre che con le forme previste dall’art 518 c.p.c., vale a dire il meccanismo tradizionale della espropriazione mobiliare presso il debitore, anche mediante la neo-procedura ad hoc delineata dal legislatore.

 IL NUOVO PROCEDIMENTO DI PIGNORAMENTO DI AUTO, MOTO E RIMORCHI

In particolare, tale meccanismo consiste nella notifica al debitore di un atto, indicante gli estremi dell’automezzo da porre sotto esecuzione, contenente * l’ingiunzione ex art 492 c.p.c. e * l’intimazione a consegnare -entro e non oltre 10 giorni dalla notifica- il bene pignorato, i relativi documenti e titoli di proprietà, presso l’IVG cioè all’Istituto Vendite Giudiziarie autorizzato ad operare nel territorio del circondario in cui è il luogo di domicilio, residenza, dimora o sede del debitore. In sua mancanza, presso l’IVG più vicino.

CHI E’ IL CUSTODE

Dalla notifica del pignoramento sino alla consegna dell’autoveicolo/motoveicolo/rimorchio all’IVG, è costituito custode ex lege il debitore. Dunque da quel momento in poi sarà egli responsabile per ogni eventuale furto, danno, smarrimento oppure distruzione del bene pignorato. Mentre dal momento della consegna dei detti mezzi, la custodia passerà all’Istituto Vendite Giudiziarie.

 SE IL DEBITORE (COME PRESUMIBILE) NON COLLABORA

Nell’ipotesi in cui il debitore, scaduto il termine dei 10 giorni, non avesse provveduto a consegnare il bene pignorato, gli organi di polizia sono tenuti ad accertare la circolazione del bene pignorato ed a procedere anche al ritiro dei documenti da consegnare all’IVG competente. Ma si rammenta che l’accertamento è subordinato al rinvenimento del bene pignorato, per esempio anche in sosta.

Inoltre, non si dimentichino i profili penalistici del comportamento scorretto del debitore e, a cascata, le relative conseguenze a proprio carico.

 SE SI E’ PROCEDUTO AL PIGNORAMENTO

Nell’ipotesi in cui gli organi di polizia abbiano provveduto al pignoramento ed alla consegna del veicolo, motoveicolo o rimorchio all’IVG più vicino, dopo l’ultima notifica, l’ufficiale giudiziario consegna al creditore l’atto di pignoramento per effettuare la trascrizione nei pubblici registri del PRA (Cfr. anche circolare ACI del 18 novembre 2014).

Con la trascrizione del pignoramento non hanno effetto, in pregiudizio del creditore pignorante e degli eventuali altri creditori intervenuti, le vendite antecedenti ma trascritte successivamente al pignoramento ed, inoltre, nella distribuzione della somma ricavata dalla esecuzione non si tiene conto di eventuali ipoteche, anche se giudiziali, iscritte dopo il pignoramento stesso.

Entro 30 giorni dalla comunicazione al creditore procedente ad opera dell’IVG della presa in consegna del bene (non 15 giorni come nell’espropriazione mobiliare), il creditore deve depositare, sotto pena di perdita di efficacia del pignoramento, la nota di iscrizione a ruolo con le copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento nonché della nota di trascrizione. La conformità di tutte queste copie può essere attestata dall’avvocato del creditore procedente. E’ a questo punto che il cancelliere forma il fascicolo dell’esecuzione.

Ma gli adempimenti non terminano qui poiché il pignoramento perde efficacia anche se entro 45 giorni dal deposito della iscrizione a ruolo a cura dell’avvocato del creditore procedente (e non dal perfezionamento del pignoramento) non venga depositata l’istanza di vendita o di assegnazione.

 SE IL PIGNORAMENTO DIVIENE INEFFICACE

Nell’ipotesi in cui il pignoramento diventi inefficace per il mancato deposito nel termine di legge della nota d’iscrizione a ruolo, il creditore entro cinque giorni dalla scadenza del detto termine deve farne dichiarazione sia al debitore che all’eventuale terzo mediante atto notificato. E, in ogni caso, l’obbligo del debitore o del terzo viene meno quando la nota d’iscrizione a ruolo non viene depositata nei termini di legge. Infatti, ex art 164 ter c.p.c. la cancellazione della trascrizione del pignoramento si esegue quando è ordinata giudizialmente oppure quando il creditore pignorante dichiara, nelle forme stabilite dalla legge, che il pignoramento è divenuto inefficace per mancato deposito della nota di iscrizione a ruolo nel termine stabilito.

 LE DUE PROCEDURE A CONFRONTO

Alla luce di quanto precede è evidente che da un lato si ha la procedura tradizionale di esecuzione mobiliare che comporta le note difficoltà nell’ipotesi in cui i beni non venissero rintracciati, atteso che il loro mancato rinvenimento cristallizzato nel verbale di pignoramento infruttuoso non consente la produzione dell’effetto tipico del pignoramento e cioè quello di vincolare il bene al soddisfacimento del diritto di credito. Inoltre, il verbale negativo di pignoramento non può essere neppure trascritto al PRA atteso che l’art 2693 c.c. non introduce il ‘pignoramento infruttuoso’ tra gli atti trascrivibili. Seguendo la procedura dell’espropriazione mobiliare presso il debitore mediante accesso diretto nel luogo in cui il veicolo presumibilmente può essere parcato o comunque presente, l’ufficiale giudiziario può asportare il bene solo se rinvenuto e con l’assistenza della IVG, di un trasportatore autorizzato con carroattrezzi nonché della forza pubblica.

In questa ottica è evidente che, invece, con la nuova procedura è possibile procedere sempre e comunque alla formalità pubblicitaria presso il registro pubblico P.R.A., garantendo la funzione di rendere inefficace nei confronti del creditore pignorante gli eventuali atti costitutivi di diritti oppure atti traslativi del bene pignorato compiuti dal debitore in un’epoca successiva alla trascrizione stessa. E non solo. Perché se con la procedura di espropriazione mobiliare è necessario rinvenire fisicamente il bene; con la nuova procedura, dopo aver acquisito notizie in merito ai beni registrati intestati al debitore presso il P.R.A. oppure la Motorizzazione, al creditore basta procedere a notificare direttamente l’atto di pignoramento.

 L’ISTANZA DI ASSEGNAZIONE O VENDITA

Un altro aspetto da non sottovalutare è che ormai è indubitabile che il creditore possa ottenere l’assegnazione dell’autoveicolo, del motoveicolo o del rimorchio ex art. 505 c.p.c. anche se esiste discordanza in merito al momento in cui si possa provvedere alla relativa istanza.

Infatti, mentre secondo parte della dottrina la richiesta di assegnazione del bene possa avvenire subito ex art 529, comma 2, c.p.c., poiché si tratta di un bene il cui valore risulta dal listino di borsa o di mercato; per altra visione dottrinaria è sempre necessario l’esperimento di un primo tentativo di vendita ex art 539, secondo comma, c.p.c. che dovrà risultare infruttuoso.

Il tribunale, poi, sulla base di valutazioni oggettive come quella relativa alla quotazione dell’auto, se di valore uguale oppure maggiore al credito vantato, deciderà se assegnarla oppure procedere con la vendita. Fermo restando che, in caso di assegnazione, se il valore del mezzo fosse maggiore rispetto al credito, il creditore procedente dovrà corrispondere la differenza al debitore

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