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Di recente una sentenza del T.A.R. è tornata ad occuparsi della distrazione delle spese processuali ed al rapporto tra il difensore della parte vittoriosa ed il soggetto soccombente.

La richiesta di distrazione delle spese si ritiene formulata in modo corretto dal difensore anche nel caso in cui manchi l’esplicita dichiarazione dell’avvocato in ordine alla avvenuta anticipazione delle spese ed alla mancata riscossione degli onorari (1).

Il difensore diviene creditore diretto della controparte nel momento in cui il giudice accoglie l’istanza di distrazione costituendo la relativa decisione titolo esecutivo. Ed, infatti, è in questo momento che l’avvocato acquista una posizione giuridica attiva autonoma rispetto a quella del proprio assistito. Inoltre, il capo della sentenza che dispone la compensazione delle spese di lite non può essere impugnata dal difensore distrattario ma solo dal cliente. Il legale distrattario è legittimato a proporre impugnazione solo nell’ipotesi in cui si verifichi una controversia sulla concessione o meno della distrazione (2). La sentenza summenzionata del T.A.R. Puglia – Bari (3), di fatto, conferma il principio secondo cui, nel caso di distrazione delle spese processuali in favore del difensore con procura della parte vittoriosa, e il Legale stesso unico soggetto legittimato ad intimare il processo di pagamento atteso che, con la pronuncia di riconoscimento della distrazione ad opera del giudice, si crea tra l’avvocato e la parte soccombente un rapporto autonomo rispetto a quello tra i contendenti che, tra l’altro, si affianca al rapporto giuridico di prestazione di opera professionale esistente tra il legale stesso ed il proprio cliente.

LE OPZIONI PER L’AVVOCATO IN CASO DI DISTRAZIONE DELLE SPESE

Il procuratore in concreto può: 1) rivolgersi al cliente anche per la parte del credito professionale che ecceda la somma liquidata dal giudice e corrisposta dalla parte soccombente; 2) può chiedere al proprio cliente l’intera somma dovutagli, per competenze professionali e spese, nonostante la distrazione disposta; 3) agire autonomamente nei confronti della parte soccombente condannata alle spese di lite.

Ma attenzione: nella opzione n. 2), la parte che ha provveduto al pagamento delle competenze del proprio legale distrattario, può agire in via esecutiva nei confronti della controparte soccombente solo dopo aver richiesto la revoca della distrazione provando di aver soddisfatto il credito del proprio difensore. Senza la revoca l’unico legittimato ad intimare il precetto di pagamento delle somme per spese ed onorari è il difensore distrattario (3) (4).

 

(1) Cass. Civ., sent. n. 8085/2006

(2) Cass. Civ., sent. n. 26089/2014

(3) T.A.R. Puglia – Bari, sent. n. 909/2016

(4) T.A.R. Lazio – Sez. II, sent. n. 3275/2015

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