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E’ da condannare il comportamento dell’amministratore di una società che, in spregio al dovere di diligenza, chiude una vertenza transattivamente con lodo arbitrale.

La pronuncia (1) trae origine dalla condanna di un amministratore unico di una società al risarcimento dei danni prodotti da questi all’ente a seguito della stipula di una transazione con la controparte particolarmente pregiudizievole per la società.

L’amministratore risultava aver violato l’obbligo di curare con diligenza e perizia la gestione dell’ente societario, per non aver assunto prima di stipulare la transazione, le necessarie informazioni ed i pareri qualificati non solo sui probabili esiti favorevoli del giudizio arbitrale ma anche sulle conseguenze di quell’atto con quel contenuto.

Pertanto, anche la Cassazione riconosceva la sussistenza della responsabilità dell’amministratore, per negligenza, alla determinazione dei danni alla società.

 

(1) Cass. Civ., sent. n. 1783/2015

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